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Paese ricco di storia, tradizione ed arte, Grumello del Monte vanta sul suo territorio la presenza di un maniero che si erge sul nucleo più antico dell’abitato e di cui, nonostante le ripetute ristrutturazioni, si conservano ancora particolari medievali quali le volte, le finestre, le logge e la maestosa torre, dalla cui sommità è possibile verificare quanto sia modificata la morfologia della vallata.
Non si dispone di dati ufficiali, ma si presume che tale struttura sia stata realizzata nell’XI secolo: collocata in una posizione che permetteva il controllo capillare di tutta la grande vallata, costituiva un ideale luogo di avvistamento e di difesa in caso di attacchi dei paesi limitrofi. A partire dal XIV secolo il Castello perse l’originaria funzione militare e venne adibito a dimora dei nobili del tempo.
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Nel 1442, e negli anni seguenti, fu la casa delle vacanze estive di Bartolomeo Colleoni mentre, nel XIX secolo, si colloca l’edificazione delle cantine con annessa la Cappella del Castello. Grumello del Monte è permeato altresì di intensa spiritualità, come testimoniano le numerose Chiese che sorgono sul suo territorio, prima fra tutte la chiesetta di S. Siro, edificata intorno all’anno mille più o meno nello stesso periodo in cui cominciò l’edificazione del Castello.
Tale chiesa, sorta in ambiente campestre probabilmente per la confluenza di due antiche vie di comunicazione, diverrà intorno al 1200 d.C. la prima parrocchiale dell’antico “Grumulus”.
Succeduta a S. Siro, come seconda parrocchiale, nella seconda metà del 1400 veniva edificata la Chiesa di S. Nicola, visitata nel 1575 dal Cardinale Borromeo, la quale fungeva anche da cimitero, come testimoniato dalle numerose lapidi, a tutt’oggi conservate nel pavimento: ora tale chiesa è più comunemente indicata come “Santuario della Madonna del Buon Consiglio”.
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L’ultima, in ordine di tempo, delle tre Chiese parrocchiali è quella della “S.S. Trinità”, progettata attorno al 1720 dall’architetto Giovan Battista Caniana: solenne nelle linee esterne semplici ed essenziali, racchiude, al proprio interno, veri e propri tesori d’arte, basti citare le opere lignee attribuite al Fantoni, la serie dei dipinti di Giovanni Carobbio, nonché l’imponente impianto dell’organo Serassi.
Un occhio di riguardo meritano poi la chiesetta di Boldesico, costruita intorno all’anno mille e dedicata alla B.V. Maria Assunta, la Chiesa di S. Pantaleone e quella Del Calvario entrambe edificate sugli omonimi colli, nonché la Cappella del Ponchione e quella di S. Rocco, costruite in epoca di gravi epidemie sui luoghi di sepoltura degli appestati, segni visibili della devozione dei grumellesi verso coloro che erano stati mortalmente colpiti dal terribile morbo.
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