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L’agricoltura fu, sin dai tempi più remoti, la principale attività dei Grumellesi, i quali lavoravano in qualità di mezzadri i vasti appezzamenti della pianura e della collina di proprietà dei nobili, della Chiesa o dei ricchi commercianti. Le colture più diffuse erano quelle della vite, del gelso e, conseguentemente, l’allevamento del baco da seta, cui faceva da corollario la coltivazione del granoturco, anche in zone di montagna, che costituiva, con le verze ed i fagioli, l’unico sostentamento delle popolazioni agricole.
Tale attività comunque non era certo caratterizzata da alti rendimenti o produzioni qualitativamente degne di nota, poiché, ai contadini dell’epoca, mancava qualsiasi tipo di preparazione atta a recepire ed applicare nuove tecniche, cosicché quando, nella prima metà dell’ottocento, comparvero la filossera, temibilissimo parassita che cominciò ad aggredire inesorabilmente le viti, e la Pebrina, parassita che distrusse la maggior parte degli allevamenti dei bachi da seta, si sentì l’esigenza di creare una Scuola che potesse insegnare ai contadini non solo a fermare quei flagelli, bensì anche a prevenirli.
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Il comizio agrario di Bergamo, mediante la pubblicazione di un suo “Bollettino”, aveva cercato di sensibilizzare su tali temi, se non i contadini direttamente, almeno i fattori ed i parroci, istituendo anche dei premi per i migliori prodotti portati alle fiere o alle esposizioni annuali e straordinarie, ma in realtà tutto continuava come sempre. Fu a questo punto che il Comizio prese in seria considerazione la possibilità di creare una vera e propria Scuola pratica di agricoltura destinata all’educazione ed alla preparazione dei figli dei fattori, che avrebbero poi continuato il lavoro dei padri.
Il buon senso fece porre come indispensabile premessa che la Scuola sorgesse non in città, ma in zona agricola e con un proprio da gestire in maniera che l’insegnamento fosse strettamente legato all’esperienza pratica. Dopo parecchie ricerche fu scelta come sede Grumello del Monte, per la comodità di accesso fornita dalla ferrovia Milano-Venezia e soprattutto perché i nobili Vertova-Camozzi diedero la disponibilità alla Scuola di fruire della loro azienda di circa 37 ettari e del palazzo in cui furono ricavate le aule, i laboratori ed il convitto per i ragazzi.
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Il 13 dicembre 1874, alla presenza di dodici allievi, il Presidente del Comizio di Bergamo dichiarò ufficialmente aperta la Scuola di Grumello, per la realizzazione gli Enti pubblici, tra cui 31 Comuni, stanziarono la somma di Lire 23.704,25, mentre i privati raccolsero Lire 9.723,82!
Il carattere della Scuola agraria era eminentemente pratico, nel senso di affrontare tutti i problemi agronomici e zootecnici che affliggevano l’agricoltura bergamasca, ma anche la cultura tecnica era curata, con l’insegnamento delle materie fondamentali ed elementi di fisica, meccanica, contabilità ecc., unitamente a quattro ore giornaliere di lavoro pratico. Gli studenti lavoravano poi per creare nuove sementi selezionate, nuovi innesti di piante ed incroci di animali, offrendo i risultati ottenuti dalle loro ricerche ai contadini.
Un’importante iniziativa promossa dalla Scuola Agraria fu quella delle “cucine sociali”, che preparavano minestre atte a contenere problemi causati dalla pellagra, allora diffusissima nella bergamasca, a causa dell’uso troppo abbondante della polenta e di pane mal cotto privo di qualsiasi vitamina: le minestre venivano distribuite in tutto il circondario e venivano tenute calde in recipienti di latta contenuti a loro volta in recipienti di legno più ampi, mentre gli interstizi tra i due contenitori erano “coibentati” con degli stracci, segatura o strame.
Nel 1918, a guerra ormai finita, gli allievi della Scuola Agraria erano rimasti in tre, per cui era ormai impossibile sostenere l’onere della gestione di un’azienda di circa 50 ettari, ma era comunque ancora sentita l’esigenza di un insegnamento nel settore.
Pertanto nel novembre del 1918 si formò un consorzio tra l’Ente Scuole Industriali, il Ministero dell’Agricoltura, la Provincia ed il Comune di Bergamo, i quali prelevarono le attrezzature dalla Scuola Agraria di Grumello del Monte, con gli allievi e gli insegnanti, e li trasferirono nel capoluogo presso l’Istituto Tecnico Vittorio Emanuele II, dove rimasero per cinque anni per poi essere trasferiti a Treviglio, nel convento dell’Annunziata. |