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C’è un settore che sta suscitando un crescente interesse ed è quello del turismo enogastronomico: ogni anno ben tre milioni di stranieri scelgono l’Italia attratti dalla sua cucina, dalla qualità dei vini e dal desiderio di gustare i celeberrimi prodotti tipici della Penisola.
Per tutti coloro tutti coloro che volessero scegliere per la propria vacanza un itinerario all’insegna dell’enogastronomia prestando attenzione, attraverso essa, al territorio ed alla sua cultura, e tal scopo necessitassero di informazioni al riguardo, l’Amministrazione Comunale di Grumello del Monte ha voluto essere presente alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano con uno stand intestato al Comune. Plichi di materiale informativo sono a disposizione di tutti coloro che desiderano intraprendere un viaggio ed una esperienza di conoscenza degli aspetti naturalistici e paesaggistici di Grumello del Monte, della sua collina, delle sue cantine, del suo vino e delle numerose realtà aziendali che vi si dedicano.
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Proprio perché accanto ad una valente realtà industriale, Grumello raggiunge valori di eccellenza nell’antica arte della coltivazione della vite. Vi sono poi una serie di appuntamenti distribuiti lungo tutto l’anno che rappresentano altrettante occasioni per scoprire sapori, profumi, segreti e tradizioni di Grumello del Monte a partire dalla festa del “Borgo Antico” durante la quale la storia di un tempo ormai passato, viene rievocata attraverso la riproposta delle antiche lavorazioni con gli strumenti di allora e lo sfoggio degli stupendi costumi d’epoca; tutto per consentire alle nove generazioni di ricordare i loro avi e la storia di un passato che non va dimenticato. Ogni anno poi, nella suggestiva cornice della notte di S. Lorenzo, si svolge la manifestazione “Calici di stelle” dedicata alla degustazione dei vini doc dall’inconfondibile aroma prodotti dalle aziende vitivinicole del paese.
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E poi concerti bandistici nel bellissimo parco del Castello, esibizioni di sbandieratori lungo i viali e nel centro storico, spettacoli di vario genere allestiti nei momenti più significativi dell’anno come la famosa “Sagra di Santa Lucia” in programmazione la domenica precedente il 13 dicembre, consentono di riscoprire le radici di questo storico borgo, radici che i grumellesi non vogliono dimenticare.
Per dare organicità ad un progetto, organizzato e articolato in molteplici manifestazioni, che intende offrire di Grumello del Monte un’immagine adatta alle sue potenzialità, l’Amministrazione Comunale si è poi prodigata per entrare a far parte della rinomata quanto selettiva Associazione Nazionale delle Città del Vino.
Questa Associazione che riunisce tutti territori a vocazione vitivinicola, paesi e città d’Italia che al vino sono legati per storia, tradizione e cultura, ha come scopo istituzionale quello di contribuire attraverso opportune azioni promozionali (anche investendo cospicue risorse ed energie) alla conoscenza dei territori del vino. Unico comune bergamasco a fregiarsi di appartenere a questa elitaria associazione, Grumello del Monte ha saputo annodare un filo rosso che lega l’enologia al centro urbano, la nobiltà di un frutto del lavoro agricolo alle opere d’arte delle sue chiese e dei suoi palazzi, agli scorci delle sue antiche strade e, perché no, alle botteghe che su quelle vie si affacciano, ultimo tassello della filiera alimentare di un paese. E’ la scoperta di una cultura a 360 gradi, che non dimentica qualsivoglia espressione di una terra e concilia tutte le voci e tutti i prodotti, che da questo matrimonio traggono reciproci vantaggi.
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Attivissimo membro del comitato promotore de “La Strada del vino e dei sapori della Valcalepio”, il Comune di Grumello del monte ha avuto un ruolo da protagonista nel riconoscimento da parte della Regione Lombardia di questo particolare itinerario, caratterizzato da produzioni doc o dop, che riguardano non solo il vino ma tutti quei prodotti iscritti presso la Camera di Commercio al registro de “I mille sapori della Bergamasca”, come le formagelle artigianali o l’olio d’oliva la cui qualità è elevatissima: esclusivamente extravergine, ha un livello di acidità tra i più bassi d’Italia, un gusto delicato e aromatico e, per di più è ricco di vitamine.
Senza dimenticare altre leccornie tradizionali come i casonsei, ol salàm, la loanghina, ol codeghì, la pansèta o la polenta. L’obiettivo finale del progetto è quello di creare un percorso segnalato e pubblicizzato lungo il quale insistano i valori naturali, culturali e ambientali, con sullo sfondo la produzione agroalimentare e vitivinicola di qualità.
Naturalmente l’intento dell’Amministrazione Comunale è quello di coinvolgere, con il tempo, tutti i soggetti complementari quali i ristoratori, gli albergatori, le enoteche, le aziende di artigianato legate al mondo rurale nonché gli agriturismo, per inserirli numerosi in un percorso ufficiale riconosciuto e pubblicizzato.
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